“Ogni euro investito nei primi anni di vita torna moltiplicato in termini di equità, apprendimento e coesione sociale.”
Luca Iemmi (FISM)
Educazione prima infanzia
“Investire nei bambini è una delle azioni più importanti che i governi possano intraprendere per costruire un futuro più forte”, e “spendere meglio può fare una differenza molto più grande”. Con queste parole Mathias Cormann, il segretario generale dell’OCSE, ha presentato il rapporto “Spending Better for Children through Social Policy”.
Il rapporto indica nell’educazione e cura della prima infanzia uno degli investimenti con i maggiori ritorni per i bambini e per la collettività. L’OCSE avverte però che, ancora oggi, la partecipazione ai servizi per i bambini sotto i tre anni resta molto diseguale tra famiglie di reddito diverso. Spendere meglio, conclude l’analisi del rapporto, significa finanziare servizi di qualità e garantire davvero l’accesso dei bambini che ne trarrebbero maggior beneficio.
È proprio su questo terreno che la FISM – Federazione Italiana Scuole Materne – offre un contributo già oggi decisivo. Le scuole dell’infanzia paritarie non profit svolgono un servizio pubblico di istruzione indispensabile e accolgono ogni giorno circa 450.000 bambini dai 3 ai 6 anni, il 35% del totale. In oltre 2.000 di queste scuole sono attivi servizi educativi per la prima infanzia: asili nido, micronidi, centri per l’infanzia e sezioni primavera. Queste scuole costituiscono così veri e propri Poli per l’infanzia, che accolgono altri 100.000 bambini da 0 a 3 anni. Complessivamente, la rete FISM accompagna nel loro percorso educativo oltre mezzo milione di bambini.
“Il rapporto OCSE conferma ciò che le nostre scuole sperimentano ogni giorno: ogni euro investito nei primi anni di vita torna moltiplicato in termini di equità, apprendimento e coesione sociale”, osserva in una nota Luca Iemmi, presidente della FISM nazionale, punto di riferimento per circa novemila realtà educative che costellano una rete capillare, radicata nei territori e attiva nella fascia 0-6.
E aggiunge: “Per questo può contribuire in modo concreto a potenziare l’offerta di servizi educativi per la prima infanzia, anche con un risparmio per la spesa pubblica. L’obiettivo non è solo raggiungere la copertura del 33% dei bambini 0-3 anni, ma anche guardare al traguardo del 45% al 2030 indicato da una raccomandazione europea”.
Conclude il presidente Iemmi: “FISM rinnova quindi la propria disponibilità alle istituzioni a costruire un percorso condiviso. Obiettivo l’ampliamento dei posti nei servizi 0-3, a partire dai Poli per l’Infanzia già esistenti, per rendere effettivo il diritto di ogni bambino a un’educazione di qualità fin dai primi anni, che – come ricordano anche le neuroscienze – sono importantissimi nella vita di ogni persona”.
da agensir






